C’è un termine filippino, Bayanihan, che indica lo spirito di unità e cooperazione di una comunità. È un concetto che si respira ovunque in questo arcipelago di oltre 7.000 isole, ma che diventa tangibile solo quando ci si sposta dalle luci psichedeliche di Manila verso le montagne del Nord e le baie incontaminate del Sud. Questo Gran Tour Filippine di 13 giorni vi porta a scoprire un anfiteatro di riso millenario, grotte che custodiscono segreti ancestrali e fiumi che si nascondono nel ventre delle montagne. Preparatevi a un itinerario dove la fatica degli spostamenti viene costantemente ripagata da panorami che ridefiniscono il concetto di bellezza naturale. Benvenuti a bordo di un tour Guiness Travel, operatore specializzato nei viaggi organizzati con accompagnatore dall’Italia.
Manila: tra rovine spagnole e skyline di vetro
L’avventura inizia a Manila, una metropoli che spesso spiazza per il suo contrasto stridente. Da una parte il lusso di Makati, il distretto finanziario che non dorme mai, dall'altra l’anima ferita ma orgogliosa di Intramuros, la "città murata" costruita dagli spagnoli nel 1571. La Chiesa di San Augustin, miracolosamente sopravvissuta ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, è un trionfo di barocco tropicale con soffitti a trompe-l'œil che vi lasceranno col naso all'insù. All'interno del Fort Santiago, potrete seguire le orme di bronzo che segnano il percorso finale di José Rizal, il poeta e patriota giustiziato nel 1896. È il luogo più sacro delle Filippine, dove il silenzio delle celle contrasta con il frastuono dei moderni distretti circostanti. Non mancheremo di visitare Binondo, la Chinatown più antica del mondo, fondata nel 1594. Qui l’odore di incenso si mischia a quello dello street food, creando un’atmosfera unica che culmina con la vista del maestoso Palazzo di Malacañang, la "Casa Bianca" filippina.
La Cordillera
Lasciamo la costa per puntare verso il Nord. Il tragitto verso Banaue è fondamentale per capire la geografia del Paese. Viaggeremo lungo la North Expressway, dove il cemento lascia spazio a distese di risaie a perdita d'occhio punteggiate dai carabao, i bufali d’acqua che sono il motore dell'agricoltura locale. Il quinto giorno è il fulcro del viaggio nel Nord. Saliremo sulle Jeepney, mezzi nati dal riciclo delle jeep americane abbandonate dopo la guerra. Oggi sono icone culturali: ogni autista le decora in modo personale con specchi, scritte religiose e colori al neon. Le risaie a terrazzo di Banaue, Patrimonio Unesco, sono spesso chiamate "l'ottava meraviglia del mondo". Scavate dagli Ifugao oltre 2.000 anni fa utilizzando solo le mani e pietre grezze, queste scale di terra seguono perfettamente la curva delle montagne. Gli Ifugao hanno creato un sistema di irrigazione talmente perfetto che l'acqua piovana viene convogliata dalle foreste pluviali in cima alla montagna giù per ogni singolo gradino, senza sprechi. Visitare il villaggio di Hapao significa immergersi in una civiltà che vive ancora secondo i cicli lunari e del riso.
Sagada e Bontoc
Salendo ancora tra le nuvole della Cordillera, raggiungiamo Bontoc, il centro politico della regione montana. Qui il museo locale conserva le testimonianze dei cacciatori di teste, una pratica abbandonata da meno di un secolo che faceva parte del complesso sistema d'onore dei guerrieri locali. A Sagada, l'aria si fa fresca e profuma di pini. Questo villaggio è avvolto nel mistero per le sue bare sospese. Secondo la tradizione locale, più alto viene posto il defunto, più la sua anima è vicina al paradiso. Inoltre, si credeva che il vento potesse mantenere i corpi freschi e proteggerli dagli animali selvatici. Esploreremo anche le grotte sotterranee, che un tempo servivano da luoghi di sepoltura per i lignaggi più nobili.
Vigan
Scendendo verso la costa occidentale, il paesaggio cambia drasticamente: i pini lasciano il posto al tabacco e al mais. Entriamo a Vigan, e improvvisamente sembra di essere in Spagna. Il centro storico, perfettamente conservato, è un labirinto di strade acciottolate dove circolano solo le kalesas, carrozze trainate da cavalli. La celebre Calle Crisologo è il cuore di Vigan. Le case coloniali hanno un'architettura ibrida unica: le spesse mura spagnole al piano terra resistono ai terremoti, mentre i piani superiori in legno e le finestre fatte di conchiglie di ostriche piatte (capiz) permettono alla brezza marina di rinfrescare gli ambienti. La sera, Vigan si accende di luci calde, offrendo uno degli scenari più romantici e caratteristici dell'Asia.
Baguio e il ritorno a Manila
Prima di tornare a sud, facciamo sosta a Baguio, la "Capitale Estiva". Fondata dagli americani a 1.500 metri di altitudine per sfuggire all'afa di Manila, Baguio è un mix di parchi curatissimi, mercati di fragole (una rarità ai tropici!) e la maestosa Mansion House, residenza estiva del Presidente. Lungo la strada del rientro, sosteremo a Pangasinan per esplorare il mercato pubblico di Calasiao, celebre per il suo puto, un dolce di riso cotto al vapore che è diventato un'icona gastronomica nazionale.
Palawan
Dall'asfalto delle montagne passiamo alle acque cristalline di Palawan, tra le più belle che si possono ammirare in un viaggio organizzato in Asia. Puerto Princesa è la nostra base per esplorare l'isola eletta più volte come "la più bella del mondo". La prima sera vivremo un'esperienza onirica: a bordo di una barca a remi scivoleremo tra le mangrovie. Qui, migliaia di lucciole illuminano la foresta a ritmo, come se gli alberi stessero respirando luce. È un indicatore naturale di purezza ambientale: le lucciole sopravvivono solo dove l'aria e l'acqua sono impeccabili. L'undicesimo giorno è dedicato alla navigazione a Honda Bay. Faremo snorkeling tra banchi di sabbia corallina che scompaiono con l'alta marea, circondati da pesci tropicali dai colori impossibili. Il dodicesimo giorno affrontiamo la sfida finale: l'Underground River, il fiume sotterraneo navigabile più lungo del pianeta. Entreremo in una grotta che si apre direttamente sul mare. Equipaggiati di caschetto e torcia, esploreremo cattedrali di stalattiti che hanno impiegato milioni di anni per formarsi. Nel percorso a piedi che porta all'imbarco, preparatevi a incontrare i veri padroni di casa: i macachi (scaltri ladri di oggetti lucidi) e i varani giganti (lucertole monitor) che si crogiolano al sole tra le radici delle mangrovie.
