Il bollo nel noleggio a lungo termine è uno di quegli argomenti che, almeno fino a qualche anno fa, sembrava risolto in modo quasi scontato: pagava la società di noleggio, proprietaria del veicolo, e il conducente non aveva motivo di preoccuparsene. Poi le regole sono cambiate in modo deciso. A cambiare è stato il meccanismo di pagamento e, in particolare, la posizione fiscale di chi il veicolo lo utilizza ogni giorno.
Un cambio che ha interessato milioni di contratti attivi sul territorio italiano, perché ha modificato la mappa degli obblighi tra noleggiatore e utilizzatore. Chi stipula oggi un contratto di locazione a lungo termine deve fare i conti con responsabilità che, in passato, non gli competevano. Capire chi paga il bollo nel noleggio a lungo termine è diventata, perciò, una necessità per chiunque valuti o stia già usando questa formula di mobilità.
Come funzionava prima: il bollo a carico del noleggiatore
Per molti anni, il sistema era lineare. La tassa automobilistica seguiva la proprietà del veicolo: essendo l’auto intestata alla società di noleggio, era quest’ultima a dover versare il bollo, senza che il conducente avesse obblighi diretti nei confronti dell’erario. Il contratto di noleggio poteva eventualmente prevedere il rimborso del costo come voce separata dalla rata mensile, ma si trattava comunque di un accordo interno tra le parti, non di un adempimento fiscale autonomo in capo all’utilizzatore.
In pratica, si trattava di un’impostazione coerente con il principio generale del diritto tributario del nostro Paese: la soggettività passiva dell’imposta segue l’intestazione formale del bene. Il noleggiatore era titolare del veicolo, quindi era il noleggiatore a pagare il bollo.
Un sistema comprensibile nella sua logica, ma poco allineato con la realtà economica del noleggio a lungo termine, nel quale l’utilizzatore si comporta di fatto come se il veicolo fosse di sua proprietà, assumendosi responsabilità quotidiane legate all’uso del mezzo.
La svolta del 2020: le nuove norme su bollo e noleggio a lungo termine
Il cambiamento è arrivato con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni il 1° gennaio 2020. Il Decreto-legge numero 124 del 26 ottobre 2019 ha cambiato le regole in modo sostanziale, estendendo al noleggio a lungo termine senza conducente la stessa disciplina già prevista per i contratti di leasing. A completare le regole è intervenuto il Decreto-legge numero 162 del 30 dicembre 2019, che ha confermato e precisato la portata della riforma.
Per dare concretezza a questi principi, è stato poi emanato il Decreto Interministeriale del 28 settembre 2020, che ha definito le modalità operative affinché il Pubblico Registro Automobilistico acquisisca i dati necessari a individuare il soggetto tenuto al pagamento. Un passaggio tecnico, ma indispensabile, per far funzionare il nuovo sistema nella pratica.
Per coloro che desiderano viaggiare comodi e sicuri in automobile con un contratto di noleggio a lungo termine, questa riforma ha introdotto un elemento di responsabilità diretta che merita attenzione fin dal momento della firma.
Chi paga il bollo oggi: la soggettività passiva
Con le norme entrate in vigore nel 2020, l’utilizzatore del veicolo in locazione a lungo termine diventa il soggetto passivo esclusivo della tassa automobilistica per tutta la durata del contratto. Non è più la società proprietaria del mezzo a dover versare il bollo, ma chi lo usa concretamente e quotidianamente.
Cambia anche la competenza territoriale. La regione a cui spetta il gettito fiscale non è più quella dove ha sede la società di noleggio, ma quella in cui risiede l’utilizzatore del veicolo. Si tratta di un elemento che può avere conseguenze concrete, soprattutto nei casi in cui la residenza dell’utilizzatore si trova in una regione con aliquote diverse rispetto a quella in cui opera il noleggiatore.
Le modalità di pagamento: scadenze e canali
Le modalità di pagamento delle tasse automobilistiche, oggi, dipendono dalle specifiche condizioni del contratto, dalla residenza dell’utilizzatore e da come la società di noleggio ha strutturato il proprio servizio amministrativo interno.
La tassa automobilistica, nel contesto del noleggio a lungo termine, segue le stesse scadenze previste per i veicoli di proprietà privata. Il termine ordinario è fissato nell’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Per quanto riguarda i canali disponibili, il pagamento può essere eseguito:
- tramite i portali telematici delle Regioni, dove sono disponibili servizi di pagamento online dedicati alla tassa automobilistica;
- presso gli sportelli fisici abilitati, tra cui tabaccherie convenzionate, uffici postali e agenzie di pratiche auto;
- attraverso i sistemi di home banking, per chi preferisce gestire ogni adempimento fiscale direttamente dal proprio conto corrente.
È importante sottolineare che il mancato pagamento del bollo comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora calcolati in base ai giorni di ritardo. Per l’utilizzatore che deve gestire autonomamente l’adempimento, soprattutto in presenza di più veicoli noleggiati contemporaneamente o di contratti con durate differenti, è utile affidarsi a un promemoria o a uno specifico calendario fiscale per evitare di dimenticare le scadenze.